L'ignoranza al governo

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

Ieri ci sono stati dei tafferugli, al centro di Roma, in seguito alla manifestazione degli studenti contro il decreto legge Gelmini che era in discussione alla Camera. Gli studenti hanno cercato di entrare a Palazzo Madama, hanno lanciato uova contro l'ingresso della sede del Senato e sono stati respinti dai poliziotti. Lo slogan era uno solo: "Dimissioni". Riferito a questo governo ed alle facce di tolla di questo governo, non ultima la Gelmini, calimero d.o.c. ma anche una marionetta incapace di comprendere qualunque cosa esuli dalle volontà del suo puparo.
I poliziotti hanno utilizzato i manganelli per respingere i manifestanti. Uno o due studenti sono stati arrestati in seguito ai disordini. Il corteo, riporta l'Ansa, era composto di oltre 2000 persone. Si protestava contro i tagli all'istruzione. Tra l'altro è notizia di questi giorni che il "famoso" 5 per mille che viene richiesto al contribuente, si vuole devolverlo non tanto alle Ong oppure a chi è stato ritenuto meritevole dal contribuente stesso, quanto, piuttosto, ad università private quali quelle cattoliche e, addirittura, alla CEPU. E tutto questo mentre la scuola e l'università pubblica italiane stanno morendo d'inedia, con professori, ricercatori e studenti sui tetti in tutto lo stivale, malgrado il freddo e la pioggia di questi giorni.
Alcuni studenti, ieri, hanno tentato anche di raggiungere il famigerato Palazzo Grazioli, dove risiede quell'omino assai poco gradevole che fa il premier del nostro paese. La polizia ha bloccato l'accesso a via del Plebiscito e le vie che circondano il Palazzo.
Ma non è solo a Roma che si protesta e si occupano i tetti, analoghe iniziative si stanno tenendo in diversi atenei italiani: Pisa, Torino, Pavia, Palermo per citarne alcuni. E con gli studenti salgono sui tetti anche i professori. Solo nel Lazio dal 2008 al 2010 sono stati "cancellati" ben 4000 docenti e 3000 unità tra personale di segreteria, assistenti di laboratorio e collaboratori scolastici. I sindacati fanno presente che, sempre nel Lazio, sono a rischio il 40% degli edifici scolastici, percentuale che sale al 70% se si prendono in considerazione le scuole medie delle province di Rieti e Frosinone.
Ma è soprattutto a rischio la cultura ed il futuro del nostro paese.

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