I misteri di Brembate

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

Yara GambirasioYara è morta. La sua morte è su tutte le testate giornalistiche e nei palinsesti delle trasmissioni televisive più "avide" di queste notizie. Yara è stata ritrovata in un campo poco lontano dalla palestra e dai luoghi che aveva l'abitudine di frequentare. Chi dice che sia stata sempre lì, chi, invece, sostiene che vi sia stata trasportata in un secondo tempo. Un mistero tutto italiano, un terribile mistero, quello della sparizione e della morte di Yara.
I giornali ("La Repubblica") parlano di un colpo in testa, dato per fiaccare la resistenza della ragazzina, già colpita da sei coltellate non mortali. Quindi non sono state le coltellate a spegnere questa giovane vita, quanto questo terribile colpo alla testa, dato, si pensa, con un martello. Gli esami sul corpo di Yara sono ancora in corso, il magistrato dispone di 90 giorni per depositare la relazione definitiva che, dal punto di vista anatomopatologico, dovrà essere stilata dalla dottoressa Cristina Cattaneo.
I vestiti di Yara non sono imbevuti di sangue al punto da far pensare che sia morta per un'emorragia. E' stata esclusa anche la violenza sessuale. Ma quello che, ora, sembra aver attirato l'attenzione degli inquirenti sono i segni ritrovati sulle spalle della ragazzina. Qualcuno li ha interpretati come simboli legati al mondo delle sette sataniche. Sono stati scomodati antropologi forensi e psichiatri, per questo. Ma è tutto avvolto nel dubbio. Chi è stato ad uccidere questa ragazzina che tanto amava lo sport? Una ragazzina qualunque, con l'apparecchio ai denti e la passione per la ginnastica artistica. Tutta casa e palestra. E' stato un omicidio casuale? Yara è stata presa perchè si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato? Oppure qualcuno la teneva d'occhio, la sorvegliava, la spiava, forse la seguiva?
Gli inquirenti hanno trovato due tipi di Dna differenti sui guanti di Yara. Un Dna maschile e uno femminile. I guanti erano riposti nelle tasche del giubbino che Yara indossava al momento della scomparsa, lo stesso con il quale è stata ritrovata tre mesi dopo.
Si è tanto parlato di un misterioso furgone bianco, ma a volte viene da pensare alle storie stile pifferaio magico. E' pur vero che di tristi figuri è pieno il circondario di Brembate. Un'inchiesta televisiva ha aperto un agghiacciante squarcio nella vita di questi anonimi paesini che sembrano apparentemente abitati solo da gente riservata ed occupata nel lavoro di ogni giorno. Ci sono umani, in questi luoghi, che cacciano altri umani, preferibilmente donne, preferibilmente giovani e carine. Umani che fanno paura agli altri umani, al punto da impedir loro di pronunciarne il nome, di denunciarli quand'anche siano stati testimoni di qualcosa. Questi umani sono ben conosciuti dalla polizia. Forse, dico forse, andrebbero interrogati, andrebbero indagati i loro spostamenti quella maledetta sera che Yara è scomparsa. E poi chi è che frequentava, oltre alle sportive, quella palestra dove andava Yara? Uomini che erano sicuri di essere anonimi, confondibili, per poter spiare meglio, magari.
Forse Yara è stata uccisa perchè non voleva accondiscendere ad un approccio sessuale. Forse perchè conosceva il suo aggressore e lo avrebbe denunciato per averla minacciata, rapita, insidiata. Ma Yara conosceva il suo assassino? Le sue amiche parlano di una ragazzina fondamentalmente diffidente nei confronti di chi non conosceva. Timida e schiva. Un'adolescente seria che frequentava poco le compagnie del circondario. Cosa l'ha spinta a seguire - se l'ha fatto - il suo aggressore? E se fosse stata rapita contro la sua volontà, proprio da quel furgone bianco, da quegli umani che cacciano gli umani? Per quel che se ne riesce a capire, di questo giallo tra le nebbie, il mostro appartiene a quelle terre. E' qualcuno che vive lì, che conosce i posti, che sa muoversi tranquillamente, senza attirare l'attenzione, tra palestre, campi, discoteche. Forse è un adepto di qualche misteriosa setta, anche se penso che quei segni sul dorso di Yara siano del tutto casuali. Forse è un maniaco sessuale, un potenziale assassino seriale e Yara è stata la sua prima vittima. Ma lui è di quei posti, appartiene a quella gente. Forse, come in altri casi, ha persino aiutato chi la cercava.
Nessuna ipotesi deve essere tralasciata, anche la più improbabile. Yara merita giustizia. Come la meritano tutte le vittime dei mostri a due gambe. Per riposare in pace.

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post