Dies irae

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

Il vicepresidente egiziano Omar Suleiman ha annunciato, ieri sera, le dimissioni rassegnate da Hosni Mubarak e l'Egitto è esploso in festa. Ora sono i militari ad essere stati incaricati di gestire gli affari dello stato.
Piazza Tahrir era un tripudio di bandiere sventolanti, di urla, di luci. Ma, in realtà, è tutto un paese che fa festa, non solo la sua capitale. Tutte le città egiziane sono invase da automobili e bandiere nazionali. La gente scende in piazza, balla, urla, inneggia all'addio dell'oramai ex presidente.
Il Consiglio supremo delle Forze Armate ha affermato che si impegna a garantire il pacifico passaggio dei poteri ed elezioni libere in tutto l'Egitto. L'esercito egiziano fa appello al popolo affinchè nel paese torni la normalità e si abbandonino i presidi nelle strade. Mohamed el-Baradei, figura di riferimento dell'opposizione, non ha esitato a definire quello di ieri come il più bel giorno della sua vita.
E mentre gli israeliani sperano che la pace resista, nella regione, in tutto il mondo arabo esplode il giubilo per la fine della lunga dittatura egiziana.
Un impetuoso vento di cambiamenti sta attraversando il Mediterraneo. Niente, ora, potrà essere più come prima. Un grande insegnamento sta arrivando dall'Oriente e da popolazioni ritenute sempre, un pò con la classica schizzinosità occidentale, supine e passive.
I supini, i passivi, siamo noi che ancora sopportiamo chi ha gettato tonnellate di liquame sui nostri valori, sulla nostra storia, sulla nostra dignità. Stanno sgretolando il nostro paese, stanno offendendo la nostra intelligenza, vogliono privarci di tutto quello che è stato faticosamente guadagnato da coloro che hanno scritto la Costituzione e la Storia. E' tempo di muoverci, di scendere nelle piazze anche noi. E' tempo di riprenderci quel potere che ci stanno scippando ogni giorno.
Dies irae!

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