L'amico del giaguaro

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

La Libia è nel caos. Totale, confuso, come solo il caos sa essere. Si parla di esecuzioni di massa, di tombe comuni, di fucilazioni. Gli americani, preoccupati, chiedono che si interrompa la violenza nel paese. Gheddafi pare che si sia rifugiato in un bunker sotterraneo e che abbia chiesto aiuto proprio ai nemici di sempre, gli americani.
Intanto navi italiane si stanno avvicinando alla costa libica per evacuare gli italiani ancora presenti nel paese. Gheddafi non risparmia, nel suo delirio, accuse che, se il momento non fosse realmente tragico, farebbero davvero ridere. Ha affermato, infatti, che Bin Laden distribuisce pillole stupefacenti e droghe agli abitanti di Zawia per farli combattere contro il regime. Altre dichiarazioni del leader maximo riguardano il potere e il suo disinteresse verso lo stesso, ovviamente non ci crede nessuno. In questo sembra aver preso ispirazione da B., vien da dire.
Un testimone, citato dalla tv araba Al Jazira, ha affermato che un attacco dei militari libici a Zawia (50 chilometri da Tripoli) si è protratto per cinque ore ed ha dato, come risultato, 100 morti e 400 feriti. A Tripoli sono presenti forti concentrazioni di truppe governative, che dovranno difendere la città e il regime che, intanto, continua a perdere "pezzi", come il colonnello Ali Huowaidi, che si è dimesso e si è unito ai rivoltosi.
Intanto l'incubo della guerra e dell'incendio rivoluzionario continua a gravare sul Mediterraneo, così come l'ombra lunga dei profughi che, da un momento all'altro, potrebbero riversarsi sull'Europa. Sull'Italia, perchè, pare, l'Europa non ne vuole proprio sapere. Del resto, B. non è "l'amico del giaguaro"?

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