Una vita da precario

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

ConcorsiUn interessante articolo su "La Repubblica" accende, finalmente, un faro su le discusse procedure concorsuali attraverso le quali si procede, nel nostro Paese, al reclutamento degli impiegati nel settore pubblico.
In Italia ci sono 100.000 vincitori di concorso che non hanno ricevuto alcuna lettera di assunzione (stima CGIL). Gli Enti presso i quali avrebbero dovuto iniziare a prestare servizio, secondo l'articolo del giornale, hanno a volte preferito servirsi dei precari che già lavoravano nella struttura, assumendoli per chiamata diretta. Per non parlare delle consulenze esterne e del blocco del turnover con il taglio delle piante organiche. Dulcis in fundo, l'ultima finanziaria ha bloccato le assunzioni fino al 2013. Malgrado questo, i concorsi continuano a farsi, creando illusioni in tutti e, soprattutto in chi, alla fine, riesce a superare le prove e spera in un'assunzione.
Le spese per metter su una procedura concorsuale fanno rizzare i capelli: 3 miliardi di euro l'anno a carico delle amministrazioni che, spesso, "arruolano" commissioni esterne per correggere i compiti. Nel 2010 sono stati, finora, banditi, dalle pubbliche amministrazioni, ben 7000 concorsi che rischiano di rimanere altrettanti specchietti per le allodole.
"La Repubblica" porta, come caso esemplare, quello dell'ICE, l'Istituto per il Commercio con l'Estero che ha bandito, nel 2008, un concorso per 107 posti nella categoria C1 che si è regolarmente svolto (si sono presentati in 15.000) ed ha avuto i suoi vincitori. Solo che a maggio 2010 Tremonti aveva previsto il taglio degli enti inutili, tra i quali l'ICE. Poi, non si sa come, non si sa perchè, l'ICE riesce a mantenersi a galla solo a patto di ridurre l'organico del 10% ed avviare il blocco del turn over fino al 2013. Allora perchè ha bandito un concorso per 107 posti? "L'ICE ha calcolato male il suo fabbisogno in organico", è stato risposto all'intervistatore che, legittimamente, ha fatto questa semplice domanda. Ma i vincitori sono andati oltre ed hanno scoperto, dopo aver chiesto l'accesso agli atti, che ci sono ancora, in pianta organica, i famosi 107 posti da occupare.
Ma ci sono anche concorsi banditi e vincitori non assunti perchè l'amministrazione ha "stabilizzato" precari che già lavoravano al suo interno. I quali, ovviamente, non hanno dovuto superare alcuna selezione per essere stabilizzati. Per non parlare di concorsi "accelerati" perchè interessavano parenti di qualche politico, come quello al Ministero della Difesa, tramite il quale sono stati assunti mogli, figli e cognati di alti dirigenti del Ministero che erano, guarda un pò, anche membri della commissione d'esame.
"La Repubblica" ha fatto, anche, un pò di conti in tasca alle amministrazioni. I costi esorbitanti per lo svolgimento di un concorso pubblico, a cosa sono dovuti? Chi intasca i soldi che vengono così largamente spesi? Allora, il commissario di un concorso si prende, in media, dai 123 ai 309 euro come gettone di presenza, che va incrementato di un "bonus compito" che varia da 0,1 a 0,5 euro. Per un concorso con 15.000 partecipanti, un commissario può arrivare a percepire ben 7.500 euro.
Insomma c'è chi campa sulle spalle di chi cerca un modo per campare. Una sorta di antropofagismo che sa di squallore da ultime scene dell'impero. C'è confusione, imprecisione ed impreparazione che non dovrebbero esistere in un paese che si ostina a definirsi civile. La burocrazia va snellita, le procedure riviste e migliorate. Si devono evitare gli sprechi perchè i soldi non sono eterni e le fonti, come tutte le cose, prima o poi si esauriranno, come la pazienza di chi deve sottoporsi a questa mattanza collettiva senza avere la speranza di riuscire a vivere una vita finalmente tranquilla, non da eterno precario.

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