Una questione di identità, ma quale?

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

Sono divertenti, questi padani. Divertenti e patetici, a dire il vero. C'è una notizia che sta girando molto, in questi giorni, sui giornali. Si tratta di un calendario, non uno di quello con signorine mezze nude che ammiccano a qualche sfigato che le appende nell'armadietto o nell'officina. E' il calendario voluto dalla provincia di Padova ed inviato al paesino di Solesino. Per il giorno della Befana, i bambini riceveranno questo rivoluzionario calendario, privo dell'indicazione delle festività del 25 aprile e di quella del 1° maggio. Vale a dire: i giorni ci saranno, ma che festività si festeggiano in quei giorni no.
La giunta comunale di Solesino, di centro sinistra, ha rimandato il calendario al mittente. Non c'è indicazione della "festa del lavoro" nè della "festa della Liberazione", però sono ben segnalate il 28 febbraio, il "Bati marso", una sorta di capodanno veneto, il 25 marzo, la "terza edizione della Festa del Popolo veneto". Mah.
Il sindaco di Solesino non vuole sollevare questioni politiche ed è stato ascoltato dall'assessore all'identità veneta (non sapevo nemmeno che esistesse un'identità, in queste cose, figuriamoci un assessore!). Pare che la "Festa del popolo Veneto" sia prevista da una legge regionale, addirittura... Però niente Befana, per i bambini, che a cavallo della sua scopa distribuisce doni e carbone. Non potranno nemmeno scriverle una letterina.
La questione dell'identità di un popolo, se affrontata seriamente da codesti signori, porterebbe alla rivelazione che nessuno di noi ha un'identità specifica, ma che è composto di tanti frammenti di identità. In altri tempi - che forse, grazie anche all'omicidio della storia che si sta compiendo, non si ricordano più - sulla questione dell'identità nazionale spinta agli estremi si sono creati i campi di sterminio.

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