Un paese senza vergogna

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

 

Bergamo: cartello anti immigratiPer tutti quelli che, appena l'altro ieri, erano pronti a mettersi dei bei cappucci stile Ku Klux Klan, sventolando improbabili croci (perchè non credo che certa gente conosca il significato di questo simbolo), pronti a partire per una moderna crociata nei confronti degli "infedeli", le notizie da Bergamo devono essere state una vera doccia fredda. Presto gli inquirenti rilasceranno il ventiduenne tunisino che, qualche giorno fa, era stato accusato del rapimento e dell'uccisione di Yara Gambirasio.
La scarcerazione è stata predisposta dal pm Letizia Ruggeri. Il giovane diceva la verità quando sosteneva di non entrarci nulla con la scomparsa di Yara. Non solo. Pare che la frase incriminata, pronunciata al telefono dal giovane, sia stata mal tradotta. Si trattava, in realtà, di un'imprecazione. Non solo. Il giovane non stava fuggendo, non si è sottratto alla cattura: aveva programmato da tempo il viaggio in Marocco, lo sapeva persino il suo datore di lavoro, che ha affermato che il giovane è stato fino alle 19.15 sul posto di lavoro. Ben oltre l'orario in cui è sparita Yara.
Quindi niente cappucci, niente crocioni, niente fuochi e grigliate o barbecue. Ci dovrebbe essere, ora, da parte di chi - domenica scorsa, in diretta tivvù su "L'Arena" - ha appositamente "confezionato" un cartello razzista per esporlo ai fotografi ed ai giornalisti, solo vergogna. Profonda vergogna.
Ma questo è un paese senza vergogna. Lo dimostra in tanti piccoli e grandi modi. Avetrana, Brembate di Sopra, Roma, Milano e via elencando. Anzi, più si ha torto, più si alza la voce, più si prevarica, più si parte per improbabili crociate al grido di "Dio lo vuole!". Ma qual è questo "dio" che vuole quest'odio e questa violenza? Lo si invoca per "incenerire" i violenti, o presunti tali, i diversi. Ma diversi da chi, da che? E quando i violenti, i diversi, sono gli stessi che lo invocano? Allora questo "dio" portatile e personale non si tira più fuori?
Intanto le ricerche di Yara proseguono. E' stato prosciugato un pozzo, vicino al cantiere dove lavora anche l'extracomunitario fermato recentemente, ma non c'è stato alcun riscontro. I cani da ricerca, però, si sono fermati lì, proprio nei pressi di quel cantiere. Un'area piuttosto grande che, chissà, forse ha centinaia di luoghi oscuri in cui celare un piccolo corpo inerte.
Con molta dignità (soprattutto se la si paragona all'atteggiamento tenuto in "altri" contesti), i genitori di Yara hanno deciso di non comparire in televisione. Hanno scelto il silenzio e la preghiera.

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