Un fuoco inarrestabile

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

L'Egitto brucia. C'è sangue, nelle strade de Il Cairo. Sangue di feriti e di morti. Mai come ora il mondo sembra incendiarsi sull'onda del disagio delle frange più povere della popolazione.
L'Egitto contesta Mubarak, il Faraone. L'ottantenne presidente egiziano il cui potere ha assunto caratteri sempe più simili ad una sorta di dittatura. Mohammed el-Baradei, ex capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, tornato nel suo paese natale per candidarsi alla guida del governo di transizione, è stato arrestato dalla polizia e di lui non si hanno più notizie. Le forze dell'ordine hanno fatto uso dei manganelli per disperdere i manifestanti che si radunavano attorno ad el-Baradei.
La gente è stata picchiata e caricata finanche davanti alla moschea di al-Azhar, cuore dell'Islam sunnita. Sono volate pietre e immondizia, sono stati usati idranti, lacrimogeni e proiettili rivestiti in gomma. Internet, intanto, risulta inaccessibile in tutto l'Egitto, dal momento che la rivolta è partita proprio dai social network. E' stato bloccato anche il servizio di sms tra cellulari. La Vodafone ha fatto spaere che il governo egiziano ha chiesto all'azienda di sospendere la copertura di alcune aree del paese.
Dieci giornalisti sono stati arrestati, altri reporter sarebbero stati aggrediti, quattro di essi, di nazionalità francese, sono stati arrestati a Il Cairo. Da quest'ultima città, la protesta è dilagata ed esplosa anche ad Alessandria, dove si contano incidenti e manifestazioni. Un reporter della Bbc è stato ferito.
E' stato chiamato "il venerdì della collera" ed è stato un giorno di fuoco, di fiamme, di proteste in tutto il paese. Dalle preghiere si è passati alle invettive, alle proteste, alle grida. Nella capitale egiziana gli agenti di polizia, in assetto anti sommossa, hanno occupato la centralissima piazza al-Tahir. Lo spiegamento di forze di polizia, riferiscono le fonti giornalistiche, è imponente. Almeno quattro blindati dell'esercito sono schierati attorno all'edificio della tv di stato egiziana, al centro de Il Cairo. Un mezzo della polizia è stato incendiato. I manifestanti hanno cantato l'inno nazionale e gridato ai poliziotti "Siete nemici di Dio". Fonti degli attivisti riferiscono che "una battaglia è in corso tra circa 25 mila dimostranti e la polizia in tenuta anti sommossa, che sta sparando lacrimogeni".
Il mondo brucia. I poveri hanno fame e sono stufi di aver sempre torto.
Prima o poi toccherà anche a noi.

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