Timori e tremori

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

Ci siamo. Cominciano ad essere resi pubblici i primi dispacci confidenziali promessi da WikiLeaks. Dispacci che riguardano le comunicazioni tra il Dipartimento di Stato americano e diversi paesi e che stanno facendo tremare le vene ed i polsi a più d'uno statista.
Tra i primi risultati, la profonda sfiducia degli americani in B. a causa, tra l'altro, dei suoi "festini selvaggi", ma anche perchè lo si ritiene, fondamentalmente un "portavoce di Putin". Complessivamente si parla di 251.287 cablogrammi diplomatici inivati al Dipartimento di Stato a Washington da ambasciate, consolati e sedi diplomatiche americane sparse per il mondo.
Un assaggio tratto da "La Repubblica".
Riguardo a Gheddafi, si dice che di rado compare senza la sua "infermiera ucraina", una "voluttuosa bionda" (il virgolettato riporta quanto scrivono i diplomatici americani). Gheddafi sarebbe stato infastidito da come è stato ricevuto all'assemblea nazionale dell'Onu nel 2009. Ma non finisce qui, perchè il leader libico viene descritto come uno che "usa il botox ed è un vero ipocondriaco che fa filmare tutti i suoi controlli medici per analizzarli dopo con i suoi dottori" (Fonte: El Pais).
Venendo a qualcosa che ci riguarda da vicino, ci sarebbe, secondo i documenti raccolti ed in via di diffusione da WikiLeaks, un mediatore ombra italiano che parla russo nelle relazioni tra B. e Putin (Fonte: New York Times) ed i diplomatici americani, nel 2009, avrebbero descritto la relazione tra B. e Putin fatta anche di regali lussuosi e redditizi contratti energetici.
Le Monde affronta i rapporti Usa-Iran sul nucleare. In alcune dichiarazioni raccolte da diplomatici che intrattengono una conversazione con un iraniano impiegato in un'organizzazione internazionale, l'Iran è descritto come "una totale dittatura". I documenti, inoltre, svelano un tentativo di assassinare, nel gennaio 2010, "un presentatore televisivo irano-americano" che vive a Londra, protetto dai servizi inglesi.
Alle 19.39, ora italiana di oggi, WikiLeaks ha consegnato ben 250 mila file, tra i quali sono compresi i file da cui sono state tratte le notizie riportate sopra, al New York Times. Oggi pomeriggio i responsabili di WikiLeaks hanno denunciato, su Twitter, che il loro sito era sotto attacco. Poi sono cominciati i "trasferimenti" di files ai giornali. Quei files che stanno facendo sudare i capi di stato e di governo di mezzo pianeta.
Prima della rivelazione dell'attacco informatico, WikiLeaks aveva inviato, al giornale Der Spiegel, le prime notizie. Non sono molto teneri, gli americani, con il presidente iraniano Ahmadinejad, dipinto come "Hitler", mentre il presidente francese Sarkozy è un "imperatore nudo" ed il leader afghano Karzai è "guidato dalla paranoia".
Le informazioni più corpose si aspettano per le 22.30 di oggi, ma già questi assaggi hanno cominciato a procurare qualche piccolo attacco di panico nei governi europei  ed asiatici interessati. Qui in Italia gli esponenti del PDL hanno cominciato a blaterare di terrorismo (Cicchitto) e di "11 settembre della diplomazia" (Frattini), mentre qualche esponente della Lega (Calderoli) ha testè affermato: "Di fronte alla confusione che sembra imperare in queste ore, con tutti in mirabolante attesa delle rivelazioni di un sito internet, l'unica cosa che mi viene da pensare è che serve un poco di saggezza Padana pe rnon alimentare il caos e ribadisco che occorre dare una svegliata alla politica per evitare che nascano mostri." (dichiarazione rilasciata all'ANSA).
Ecco, adesso siamo a posto. Ghe pens mi. Possiamo dormire tra dieci guanciali, magari come fa Gheddafi nella sua tenda beduina. Ma senza infermiere (o infermieri) ucraine, che non ce le possiamo permettere, c'è la crisi. In alternativa a cotanto esotismo c'è il famosissimo "lettone di Putin". Comunque vada, non sono affari nostri. E, soprattutto, la colpa è sempre degli altri.

 

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