Sesso, droga e delitto

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

Meredith KercherSi riuscirà mai a scoprire il colpevole della morte della studentessa Meredith Kercher oppure i colpevoli ci sono già, quella coppia - oramai non più coppia - diabolica formata da Raffaele Sollecito e Amanda Knox? I due ex fidanzatini, compagni di sballo oltre che di letto, sono stati condannati, in primo grado a 26 anni di carcere per omicidio.
Ieri, davanti alla Corte di Appello di Perugia, Amanda Knox ha pianto ed ha dichiarato: "Alla famiglia di Meredith voglio dire che mi dispiace molto perchè non c'è più." La famiglia della vittima segue il processo dall'Inghilterra. "Anche io ho delle sorelle più piccole, - ha proseguito la Knox - e solo l'idea della loro mancanza mi terrorizza. E' inconcepibile quello che avete subito voi e Meredith. Non è giusto. Anche io ricordo Meredith e il mio cuore si è spezzato per tutti voi. Sono onorata di averla potuta conoscere."
Al di là delle parole, restano i fatti. Restano le domande e restano anche persone che la Knox, illo tempore, ha ingiustamente accusato, come Patrick Lumumba. Un comodo colpevole, un extracomunitario, gestore di un bar per studenti. Uno che "poteva aver commesso il fatto". Non certo loro, i due studentelli universitari, lui di origini pugliesi, lei americana, che ci davano sotto con le droghe, la bella vita e l'indifferenza. Su un blog di Sollecito furono anche trovate delle foto in cui il ragazzo, indossando un abbigliamento a metà tra quello di un macellaio e di un adepto del Ku Klux Klan, brandiva un coltellaccio da cucina e scriveva frasi deliranti.
I due ragazzi furono accusati quasi subito di omicidio: troppe le tracce controverse che si erano lasciate alle spalle, troppi gli alibi non veritieri che fornirono. Certamente pesarono, sulla sorte soprattutto di Amanda Knox, le sue accuse all'ex datore di lavoro, Patrick Lumumba. L'americana affermò, infatti, che egli era presente la sera in cui Meredith venne uccisa. Da non sottovalutare, poi, il fatto che Amanda in quel periodo faceva un grande uso di stupefacenti, al punto da risultare piuttosto confusa ed inattendibile nelle sue dichiarazioni. Fortunatamente Lumumba poté essere scagionato da ogni accusa e rilasciato.
Ricostruendo gli eventi della notte del delitto, gli inquirenti hanno ipotizzato che la Knox e Sollecito avessero appuntamento in una piazza di Perugia dove, per caso, incontrano anche il terzo imputato, Rudi Guede, un cittadino della Costa D'Avorio, conoscente di Amanda. Rientrano tutti e tre a casa della Knox, dove Meredith era appena rientrata dopo aver trascorso una serata con le sue amiche inglesi. Pur avendo intuito la presenza della ragazza, il terzetto "diabolico" entra e si reca in un altro ambiente della casa. Guede lascia tracce del suo passaggio in bagno, poi, "stimolato" dalle effusioni di Sollecito e della Knox, entra in camera di Meredith e tenta di violentarla. La ragazza si difende, urla. Accorrono, a questo punto, anche la Knox e Sollecito che si uniscono a Guede nella sua azione criminosa.
Foto dal blog di Raffaele SollecitoMentre Guede violenta Meredith, la Knox e Sollecito tentano di tenerla ferma. Per fare questo entrambi i fidanzatini si servono di un coltello, con il quale minacciano la vittima. Un coltello da cucina, ritrovato successivamente, ha consegnato agli inquirenti le tracce genetiche di Amanda mescolate a quelle di Meredith.
La situazione degenera, Meredith urla e resiste alla violenza, Amanda, allora, la colpisce al collo con il coltello da cucina, causando alla ragazza quelle ferite che saranno mortali perchè genereranno una forte emorragia. Una volta accortisi dell'agonia di Meredith, il terzetto le sottrae i cellulari per timore che qualcuno possa chiamare e si possa insospettire perchè la ragazza non risponde. Sono questi i cellulari ritrovati dalla signora vicina di casa degli studenti, nella sua proprietà. Sono questi cellulari che porteranno la Polizia Postale davanti alla casa di Meredith, dove troveranno, ad attenderli quasi, Amanda e Raffaele che affermano di aver chiamato i Carabinieri perchè hanno trovato la porta di casa aperta ed un vetro rotto. Ma la Polizia Postale è arrivata alle 12.35, alla casa maledetta, la telefonata che Sollecito afferma di aver già fatto, è stata, in realtà, fatta tra le 12.51 e le 12.54.
A questo punto, i tre si separano: Guede va in discoteca ed i fidanzatini si rifugiano a casa di Sollecito. Il mattino seguente i fidanzatini tentano di ripulire la scena del delitto e di cancellare le tracce della loro presenza. Poi cercano di simulare un furto nell'abitazione, rompendo una finestra con la volontà di depistare le indagini  (Corte d'Assise di Perugia, sentenza n. 7/2009).
Su un sito, che mette in contatto viaggiatori di tutto il mondo, chiamato Wayn.com (acronimo per Where Are You Now?), Raffaele Sollecito si descrive con queste parole: "Sono molto onesto, pacifico, dolce, ma qualche volta completamente pazzo". Aggiunge che gli piace la musica "rilassante", che "Sweet Dreams" degli Eurytmics è la sua canzone preferita e che gli piacerebbe andare in vacanza in Giamaica. Lo sport che lo appassiona è il kickboxing.
Il blog di Sollecito contiene, oltre alle foto "incriminate" in cui il giovane compare avvolto in una sorta di bende bianche, armato di mannaia, anche scatti da Praga e da Norimberga e scorci del suo paese natale, Giovinazzo, in provincia di Bari.
Amanda Knox non è "inseguita" da una buona reputazione. E' considerata una ragazza piuttosto facile e leggera, amante degli acquisti "compulsivi", della droga e dei festini. Proprio su di lei è stato scritto, nell'aprile di quest'anno, un libro, intitolato "Angel Face". Autrice Barbie Latza Nadeau, corrispondente dall'Italia di "Newsweek" e giornalista di CNN e BBC. Il libro - che ha fatto molto irritare gli USA - svela nei minimi dettagli i retroscena dell'omicidio e restituisce un'immagine ben poco edificante dell'americana. L'autrice è stata anche oggetto di una campagna diffamatoria contro la sua professionalità e la sua reputazione, solo perchè ha osato sfidare la linea difensiva generalmente adottata dai media americani, vale a dire quella dell'innocenza della Knox e della incapacità del sistema giudiziario italiano di scoprire la verità.
La Nadeau riesce a mettere in luce, in questo libro, la vera personalità di Amanda, la principale accusata di omicidio, il suo vero volto, quello - ambivalente - di una creatura angelica e, nel contempo di un "diavolo assetato di sesso". Almeno questo è quel che si dice di questo testo.
Altri sospetti, per quanto si è cercato, non ce ne sono. Rimane, dunque, Amanda Knox e la sua personalità ambivalente o fragile che si voglia credere; rimane Raffaele Sollecito, anche lui un pò double face; rimane Rudy Guede, una sorta di colpevole ideale, perlomeno di violenza e di concorso in omicidio.
Forse le lacrime della Knox sono state dettate dagli avvocati, forse no. Ma tante, troppe, cose sono contro questa giovane americana ed il suo ex fidanzato. Innanzitutto le loro bugie. E chi mente una volta e su cose talmente importanti, può tranquillamente farlo due, tre, quattro...dieci volte.

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