Sergio pro domo sua

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

Dalle pagine de "Il Fatto Quotidiano" si apprende, con vero "piacere", che Marchionne i suoi investimenti non li fa in prodotti italiani. E che, oltretutto, pare sempre più orientato al benessere personale, piuttosto che alle sorti della Fiat. Che si persegua il proprio benessere non è un male, se prima, però, ci si adoperi per garantire anche quello delle persone che lavorano affinchè tu ti possa fare la villa al mare, lo yacht e quello che solitamente amano i riccastri.
Ora colui che dice di voler fare il bene della Fiat (reintroducendo standard ottocenteschi), vale a dire Sergio Marchionne, si è fatto un regalo natalizio non indifferente: azioni della Philip Morris (mica della Fiat!) che valgono quasi 300.000 euro. Ci sarebbe da fare un'operazione matematica per stabilire quanti stipendi di operai sono, questi 300.000 euro. Da due anni circa, scrive Vittorio Malagutti su "Il Fatto Quotidiano", Marchionne fa parte del cda del colosso delle sigarette americano.
Nell'ultimo anno le quotazioni di Philp Morris sono cresciute del 13,4 per cento, per cui gli acquisti dell'ad della Fiat si aggirerebbero inotorno a 1,5 milioni di dollari (1,1 milioni di euro). Di converso Marchionne ha investito poco in Fiat.
Ed intanto siamo in attesa del referedum dei lavoratori iscritti alla Fiom sull'accordo siglato da tutte le sigle sindacali tranne Fiom e Comitati di Base il 23 dicembre 2010. Marchionne si arricchirà sempre di più, investirà sempre di più all'estero e, quando sarà saturo, mollerà la Fiat ed i suoi operai al loro destino. Altro che bene del paese! Lui fa il bene di un unico soggetto: se stesso.

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