Non sono una mignotta, non sono una signora...

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

Il settimanale "L'Espresso" uscito in edicola venerdì scorso, racconta una interessante storiella. Una storiella tutta italiana, una storiella dell'era della decadenza generale, alla quale B. sta contribuendo in modo vistoso e determinante. Non esito a dire che se fosse mio padre, già da tempo avrei provveduto a farlo dichiarare incapace di intendere e di volere. Ma ecco la storia.
C'era una volta un meccanico, che amava occuparsi di moto e motorini. Conobbe PierB. e anche B.. Il meccanico, di origine campana, "ambizioso, svelto e donnaiolo", scrive "L'Espresso", s'intese subito con B., soprattutto sull'ultima sua caratteristica precipua. Lui, il meccanico, conosceva molta "carne fresca". L'intesa fu immediata, malgrado qualche resistenza di PierB. Il meccanico fu assunto a Publitalia (carriera fulminante). Si chiama Luigi Ciardiello, ha 48 anni ed ora, da ex meccanico, è diventato il direttore new business e fiere. Pare sia stato lui lo scopritore di Nicole Minetti.
E poi c'era una ricca ed ambiziosa ragazza, Nicole Minetti, appunto, devota a San Quattrino e San Chirurgo estetico, arrivata a studiare al San Raffaele dalla ricca provincia. L'incontro con B. ha del miracoloso, complice una statuetta del Duomo di Milano. Fu colpo di fulmine. L'aspirante pr di mignotte fu subito proiettata nel mondo dorato dello show biz, un mondo che di dorato ha solo la patina, in verità. Conobbe anche un tizio dall'aspetto sulfureo e falsamente innocuo, che in ambienti romani di periferia chiamerebbero magnaccia, un tal Dario Mora, detto Lele. Procacciatore e procuratore di giovinetti e giovinette per il "drago", oltre che per i suoi "illustri" ospiti. In realtà la Minetti non ha conosciuto B. in ospedale, come vuole l'iconografia di regime, mentre si apprestava a dare le prime cure alla mummia ferita. Era stato, in realtà, l'ex meccanico e fedele procacciatore di carne fresca Ciardiello a reclutare la Minetti, con altre sue "colleghe", per lo stand di Publitalia della Fiera di Milano a Rho. Era il non tanto lontano 2009.
Il padre della Minetti è direttore della Expansion Consulting - continua "L'Espresso" - che organizza sfilate, eventi, convention ed ha sede - guarda un pò! - nel paradiso fiscale tutto italian style di San Marino. La madre della fanciulla offerta al drago, invece, è insegnante di danza a Rimini. Nella primavera del 2009 Nicole arriva nel paese delle meraviglie: la televisione, viene arruolata nell'ottava edizione del programma "Colorado Caffè". Con lei altre due facce che ora sono ben riconoscibili. Due compagne di merenda, si potrebbe dire: Marysthelle Polanco, dominicana, fidanzata con un trafficante di droga e Raffaella Fico, tra le predilette del drago.
La devozione al drago è ricompensata, per l'ambiziosa e plastificata fanciulla, con una carica politica praticamente fasulla. Poi il caso Ruby-nipote-di-Mubarak da salvare da chissà quali mani impure, dalla carcerazione, dal rivelare cose che non dovevano essere rivelate. Tutto questo, tutta questa favola italica è contenuta nelle carte dell'inchiesta milanese dei giudici Ilda Bocassini, Forno e Sangermano. Intercettazioni che perlano di tradimenti, delusione, prostituzione, calcolo e sporcizia morale.
Eppure Formigoni, presidente della Regione Lombardia, malgrado tutto questo bailamme che vede al centro la consigliera regionale Minetti (chissà se ha un nome d'arte...), non accenna a sostituirla. La consigliera-maitresse-mignotta all'occorrenza Minetti è nei guai seri: è stata lei a prelevare, quella maledetta sera, Ruby dal commissariato, su "ordine" del drago. In fondo si "presentava bene" ed era "incensurata". Era della Minetti, poi, la Mini prestata a Marysthell Polanco e da questa al suo fidanzato trafficante. Era lei che si occupava degli affitti degli appartamenti di via dell'Olgettina con il fido Spinelli. Ed è sempre il conto corrente della Minetti a ricevere i bonifici del drago.
Formigoni continua a tacere, malgrado questa prostituta d'alto (ma de che!) bordo continua a essere stipendiata dai contribuenti (quelli come B., si sa, sono sempre piuttosto di braccine corte per pagarsi i vizi, siamo noi popolo a doverli mantenere anche in questo). "La furbetta dell'Olgettina", come la chiama "L'Espresso", è indagata per sfruttamento della prostituzione anche minorile, guadagna tra i 9.500 ed i 10.000 euro netti al mese, uno stipendio che è di dieci volte superiore a quello di una laureata che deve lavorare in un call center in questa Italia allo sbando. Con un curriculum scarno, una presenza anonima, nessuna proposta decente, Nicole Minetti sognava il Parlamento. D'altro canto, come darle torto, vista la fogna che è diventato il Parlamento Italiano? Topa più, topa meno....
E l'Italia è il paese dove anche il peggiore degli incubi può diventare realtà.

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