Nessun colpevole

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Strage di Piazza della LoggiaGiustizia non è fatta. Al solito.
Il 28 maggio 1974 una bomba esplode in Piazza della Loggia, a Brescia, durante una manifestazione antifascista. Morirono 8 persone, 94 rimasero ferite. Fu un periodo terribile della storia del nostro Paese, in cui le stragi - molte delle quali attribuibili alle frange neofasciste - erano all'0rdine del giorno.
Non ci sono colpevoli, per la strage di Piazza della Loggia. Così ha deciso la Corte di Cassazione. Nessuno ha ucciso quelle persone, quasi tutte insegnanti. Forse si saranno uccise da sole. E' la giustizia all'italiana, questa. La giustizia che non ha colpevoli e che, quando li ha, non li riconosce. La vicenda di Piazza della Loggia è composta di quattro istruttorie chiuse ed otto fasi di giudizio chiuse da altrettante sentenze sfavorevoli all'accusa. Non ci sono colpevoli, però, malgrado gli anni trascorsi o, forse, proprio per questo. La prima sentenza di Corte di Cassazione risale al 1987. In questa istruttoria le indagini furono svolte dall'allora capitano dei carabinieri Francesco Delfino che, oggi, figura tra gli imputati di strage.
Chi è stato imputato, per quella strage di più di trent'anni fa?
Maurizio Tramonte, chiamato "Fonte Tritone", informatore e collaboratore dei Servizi Segreti, che dette il "la" al castello accusatorio del processo. E' l'unico imputato detenuto, ma per causa diversa dalla strage. 
Delfo Zorzi, uno dei capi dell'organizzazione neofascista Ordine Nuovo in Veneto. Un ex imprenditore che ora vive in Giappone con il nome di Roy Hagen, ovviamente latitante.
Francesco Delfino, ex generale dei carabinieri. Comandava il nucleo operativo di Brescia all'epoca della strage. Passerà, nel 1978, al Sismi.
Pino Rauti, fondatore dell'Msi (nonchè padre della moglie del sindaco di Roma Alemanno), fondatore di Ordine Nuovo. E' l'unico degli imputati per i quali è stata chiesta l'assoluzione con formula dubitativa.
Carlo Maria Maggi, ex capo di Ordine Nuovo, medico in pensione che vive a Mestre (lui vive, quegli otto poveracci no).
La bomba, in piazza della Loggia, scoppiò attorno alle 10.12. Sul luogo dell'esplosione verrano, poi ritrovate tracce di nitrato di ammonio, una delle componenti di un additivo per esplosivi. Quasi subito i vigili del fuoco lavarono la strada con getti d'acqua, impedendo - chissà quanto consapevolmente - il ritrovamento di altre possibili prove.
Dunque un altro pezzo della storia di questo Paese non potrà essere scritto in via definitiva. Ombre scure continuano ad aleggiare su quel tormentato periodo storico. Non sono stati sufficienti tutti questi anni, le prove e le testimonianze acquisite, per identificare mandanti ed esecutori. Rimane tutto così indeterminato, delle persone - i parenti delle vittime - che non potranno avere una pace, un perchè alla perdita di chi amavano. Non potranno chiudere quel capitolo così dolorosamente aperto in quel giorno di maggio del 1974. Non rimane che una rabbiosa rassegnazione che mai, però, potrà essere tale, cioè rassegnazione. Un perchè ed un chi, da qualche parte, nelle pieghe oscure della storia recente, ci deve essere.

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