La caduta degli déi

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

Il fermo di un manifestante a RomaQuel che è accaduto ieri, a Roma, è stato incivile. E' stato come se il fantasma del terribile '77 piombasse sulle piazze, sulla gente, nell'immaginario collettivo di chi, quel '77, l'ha vissuto o sentito solo raccontare. Si è detto che Roma è stata ostaggio di balordi e violenti. Diciamo che più che la città, è stata "in ostaggio" (ma non concordo sul termine) la "cittadella" dei potenti, Plutolandia, se vogliamo chiamarla così. Una rete di vicoli, vie e piazze che hanno, al loro centro, piazza Montecitorio, dove i Romani antichi bruciavano - sane abitudini del buon tempo andato - le ceneri dei loro imperatori defunti.
Il cordone rosso voluto dal questore di Roma, circondava, stringeva la cittadella come una muraglia umana. Si è valutato che gli uomini preposti alla sicurezza dei plutocrati (e solo alla loro, perchè del resto, del popolino, per intenderci, non fregava niente a nessuno) oscillassero tra i 1500 ed i 2000.
Il delirio di follìa collettiva che è stato il 14 dicembre ha prodotto, oltre ad una vergognosa compravendita a conferma che uomini e donne sono sul mercato, basta stabilirne il prezzo, un pò come gli ortaggi, anche violenza. Tanta violenza. Sono 40 i feriti tra i manifestanti, dicono 60 tra le forze dell'ordine ed oltre 40 sono i fermati (alcune fonti parlano addirittura di 90 fermati).
A sfilare, ieri, oltre agli studenti di scuola superiore e dell'università, c'erano gli aquilani, i centri sociali, i metalmeccanici della Fiom. Alcune fonti parlano di 100.000 manifestanti che hanno prodotto una manifestazione assolutamente civile. Ma, all'improvviso, è successo qualcosa di non chiaro. O, meglio. chiarissimo, perchè le provocazioni sono roba vecchia, roba che, addirittura, risale ai "mitici" anni '77. Qualcuno (chissà chi...) ha iniziato a provocare gli agenti e si è innestato il solito "gioco" di azione-reazione che già si è visto, tragicamente, in opera più di trenta anni fa.
Dopo le 13 gli studenti oltrepassano la barriera dei nastri gialli che delimitavano le zone "off limits" e si dirigono verso i blindati schierati a difendere Palazzo Madama. Il cordone che precede il corteo, formato da studenti con gli scudi di gomma recanti il titolo di un classico della letteratura, si dispone a testuggine. Dalle retrovie del corteo partono bombe di vernice e bottigliette. Gli agenti lanciano i lacrimogeni e la prima linea del corteo, i ragazzi con gli scudi di gomma, si ritirano. Tutto sembra rientrare. Il corteo, silenzioso, si addentra su corso Vittorio e si riversa su Lungotevere. Qualcuno nota giovani in giacca nera o mimetica, il volto nascosto da sciarpe e cappucci. Armeggiano con alcune transenne di un cantiere, si accertano che ci siano materiali da lancio, afferrano dei sampietrini. Sono i famigerati Black Block, che irrompono sulla scena alle 15. Attaccano i blindati. Volano bombe carta, bastoni, pietre. Il collettivo degli studenti invitano tutti ad isolare i violenti, ma la situazione degenera. Un agente finisce per prendersela con un fotografo, minacciandolo, se ancora lo ritrae, di rompergli l'obiettivo. Alcuni ragazzi vengono trascinati nei blindati.
I poliziotti caricano, i manifestanti arretrano fino a Piazza del Popolo. Lo scontro continua ad essere duro e non accenna a finire. Un fumo nero, denso, avvolge gli edifici di Piazza del Popolo. Vengono nuovamente lanciati dei lacrimogeni ed i poliziotti continuano a caricare per liberare la piazza. Un blindato della Guardia di Finanza viene dato alle fiamme all'imbocco di via del Babuino. Un furgoncino dell'Ama viene ribaltato e brucia all'ingresso di via del Corso. Piazza del Popolo sembra un campo di battaglia.
Un giovane viene letteralmente placcato dai poliziotti ed invano protesta di essere un privato cittadino, lo stendono a terra, gli montano sul torace. Alcune ragazzine urlano di lasciarlo andare.
Cronache di un'apocalisse annunciata, forse. I provocatori ci saranno sempre, soprattutto laddove la democrazia è più debole e la dittatura fa capolino. Servono a precostituire l'alibi di una reazione "forte" dello stato. Servono per giustificare l'uso indiscriminato della forza. Servono per eliminare o ridurre al silenzio il dissenso. Bisogna fare molta attenzione, perchè i provocatori, sebbene non siano granchè intelligenti (cambiare "tattica" no?) sono però molto furbi, molto ben protetti, molto "garantiti". Sono la "longa manu" di quel potere che ha cambiato il suo volto senza cambiare la sostanza: l'altro ieri era una svastica, ieri era uno scudo crociato, oggi il "partito dell'amore". Ricordiamoci il G8 di Genova e la terribile e vergognosa "macelleria messicana".
Chi c'è veramente dietro i Black Block? Da chi sono foraggiati? Da chi sono informati? Chi sono, in realtà? Costoro hanno nomi e volti, garantito. E dai nomi e dai volti, probabilmente, non è poi così difficile risalire ai mandanti.
Ora Maroni e soci avranno una bella scusa per inasprire le misure di sicurezza. Il paese non ha bisogno di sicurezza, ha bisogno di ritrovare la fiducia in se stesso, l'onore, l'onestà, la credibilità. Ha bisogno di uomini ed istituzioni che siano il riflesso della democrazia, quella vera, non della plutocrazia.
E continueranno a volerci far credere che Cristo è morto di freddo.

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