L'Italia s'è sfatta

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

Quest'anno, qualora non lo ricordassimo, si celebra il 150mo anniversario dell'Unità d'Italia. Ma quale unità festeggiamo? Come la festeggiamo? Che ricordiamo dell'unità del nostro paese. E cos'è ora diventato il paese in cui siamo nati e di cui dovremo celebrare l'unità?
"Il Fatto Quotidiano" ci ricorda cosa non si sta facendo. E come vengono sperperati i soldi destinati a ricordarci che sono centocinquanta anni che l'Italia è un paese unito. Per quanto rimarrà tale, Dio solo lo sa. Cominciamo con il monumento equestre ad Anita Garibaldi, sul Gianicolo. C'è affisso un cartello di consegna lavori di restauro per il 16 marzo 2011. Anita era la moglie di quel Garibaldi Giuseppe che nell'Italia ci credeva e per la quale ha combattuto fino alla fine, lui, si un Italiano con la "i" maiuscola. Non come la "premiata ditta demolitrice" B. and B., Berlusconi e Bossi. Proprio quest'ultimo non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione di far conoscere il suo pensiero in merito a questi festeggiamenti. "Non c'è niente da festeggiare", ipse dixit.
Sul sito di Palazzo Chigi, è scritto su "Il Fatto Quotidiano", compare il programma delle celebrazioni che vogliono che il restauro del monumento di cui sopra sia completato per il 9 febbraio 2011. Proprio il 9 febbraio 1849 era stata, infatti, proclamata, la Repubblica Romana.
Mezzo miliardo di euro, invece, sono stati praticamente sprecati da Balducci, De Santis e Della Giovampaola. Come è stato scritto da tutti i giornali, nell'anno passato. Il capo della struttura per le celebrazioni dei 150 dell'Unità ha affermato: "Non è un ritardo ma una scelta. Volevamo far coincidere la consegna dei lavori con l'inaugurazione". I restauratori, invece, dicono un'altra verità: "Se avessimo avuto la possibilità di lavorare con più calma sarebbe stato meglio. Purtroppo l'incarico è arrivato all'ultimo momento. Per far prima la Presidenza del Consiglio ha creato tre appalti per tre società diverse".
I fondi per il restauro dei monumenti che ricordano questi 150 anni di unità, sono arrivati alla fine del 2010, dopo la realizzazione delle cosiddette "grandi opere" che non c'entrano niente con i garibaldini e l'unità. Le tombe dei garibaldini sono abbandonate, il monumento a Garibaldi a Napoli è oltraggiato dalle scritte e quasi sommerso dall'immondizia. Però è stata realizzata una pista ciclabile ad Imperia proprio con i soldi che avrebbero dovuto essere impiegate per l'evento di quest'anno. Ma già, la pista ciclabile era tanto cara a Scajola.
Come, ovviamente, era più importante realizzare opere faraoniche, che potevano destare l'interesse dei soliti "amici della parrocchia", quelli che hanno gli agganci giusti, un pò come Balducci, un pò come Anemone, un pò come Scajola. Il Gruppo Anemone, in particolare, ha avuto la commissione dell'ampliamento dell'aeroporto di Perugia-S. Egidio, valore 42 milioni di euro, inaugurazione prevista per l'autunno 2011.
Cari Garibaldi ed Anita e caro anche Mazzini, purtroppo né l'Italia né gli italiani sono ancora "fatti". Non so che razza di paese è il nostro, né che razza di gente siano i miei connazionali. So solo che ci sono momenti in cui mi vergogno di ciò che siamo stati capaci di fare, di quello che abbiamo distrutto. Mi vergogno di condividere la stessa lingua e la stessa nazionalità di personaggi come Berlusconi, Bossi, Brambilla, Santanchè, La Russa e tutti i corrotti e le prostitute che, oramai, sembrano essersi avidamente impadroniti delle rovine di un paese.

Con tag Società civile

Commenta il post