Il basso impero dei sensi

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

Nicole MinettiNon molla. Forse bisognerebbe dichiararlo incapace di intendere e di volere, come fu fatto per uno dei primi presidenti dell'allora Repubblica Italiana (a proposito, che ne è stato della Repubblica?). No, lui non molla perchè "si sta divertendo". Illuminante un dossier de "L'Espresso" in proposito. Intendo sui divertimenti, certi divertimenti, di uno che va dicendo di ricoprire la carica di presidente del consiglio di uno stato (ancora) democratico.
Le indagini telefoniche - scrive "L'Espresso" - identificano almeno 14 ragazze, compresa Karima (allora minorenne, ma ora chiederanno la maggiore età a 16 anni con effetto retroattivo, vedrete!) che confermano ad amici e parenti di aver fatto sesso con il presidente in cambio di soldi, consegnati "direttamente" da lui o dal fidato Spinelli (nomen omen, potrebbe dirsi...). L'inchiesta dei pm milanesi annota ben 19 feste (leggi: orge) notturne ad Arcore dal 1° gennaio al 12 luglio 2010, altri party in ordine sparso tra Roma e la Sardegna e almeno cinque serate orgiastiche in autunno a Villa San Martino.
Illuminanti le parole della consigliera regionale lombardo, quella Minetti che non disdegnava di travestirsi da uomo pur di offrire piacere e divertimento al satrapello, parole dette ad una sua ex compagna di liceo che aveva invitato proprio ad una delle orge: "Ne vedrai di ogni. C'è la zoccola, c'è la sudamericana che non parla l'italiano e viene dalle favelas, c'è quella un pò seria, c'è la via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quel che faccio".
Si riconferma il ruolo di procacciatore di carne fresca (leggi: magnaccia) di Lele Mora, noto alle cronache del sottobosco televisivo e dello spettacolo. Lui raccoglie le "pecorelle perdute", le istruisce e le indirizza ad Arcore suggerendo cosa piace a B.. A dargli man forte, all'occorrenza, Emilio Fede, quello che, recentemente, ha scritto una lettera, dai contenuti infamanti e degradanti per chi l'ha scritta, a Gad Lerner, lui che dovrebbe solo vergognarsi per essere la parabola di come un uomo può arrivare a somigliare ad un verme.
Le gemelline De VivoCaricate come bestie da fiera su macchine e furgoni, le ragazze vengono attentamente vagliate da Fede che sceglie quali mandare ad Arcore, dove sarà uno dei pochi ad assistere, nell'apposito locale sotterraneo, al "famoso" rito del bunga-bunga.
Molte di queste prostitute hanno il numero di cellulare privato di B. che, incidentalmente, è anche il presidente del consiglio di un paese europeo. Non solo: all'ingresso ad Arcore non c'è controllo di sorta. "Basta dire il nome e i carabinieri ti fanno entrare", si sente dire, sempre da qualcuna delle prostitute, nelle conversazioni intercettate. Le cene che si svolgono sono popolate da diversi ospiti: politici, imprenditori, gente di spettacolo. Il bello viene nel dopo cena, quando si scende nella sala del bunga-bunga. L'amica della Minetti, quella alla quale la solerte consigliera regionale illustrava la situazione e che se ne andò disgustata da Arcore, descrive: "Una sala con divanetti, un palo da lap dance, un banco bar e dei bagni dove le ragazze si cambiano per la notte".
La notte del 12 luglio 2010 ad Arcore è presente anche una danzatrice maghrebina, che racconta l'orgia in diretta al prefetto Carlo Ferrigno, scandalizzato quanto lei, riporta "l'Espresso". "C'erano Berlusconi, Mora e Fede: loro tre e 28 ragazze. Erano tutte senza reggipetto, solo mutandine quelle strette... Tutte in braccio a Berlusconi, seminude... C'era pure la Minetti col seno da fuori che baciava Berlusconi in continuazione... Stavano tutte discinte, mezze ubriache, lui le baciava e le toccava tutte... Alla fine sai chi è rimasto a scopare con lui? Le sorelle De Vivo e la 'Fio'...".
Kariima el MaghroubOltre alle prebende in denaro, le preferite dal sultano "guadagnano" anche spazi televisivi e acquistano i galloni di "pupe", "meteorine", "coloradine" o "Grandi sorelline". I compensi monetari vanno da 7 mila euro giù fino a 2 mila. Otto sono considerate le privilegiate, compresa Elisa Toti, presunta fiamma del Trota. Queste privilegiate vivono gratuitamente nel residence di via Olgettina (ribattezzata, argutamente, via Orgettina). Gli affitti li paga il fido Spinelli, la Minetti ha la gestione completa delle case e fa da tramite tra le prostitute ivi ospitate, Spinelli e B..
Cosa pensino queste prostitute è più o meno intuibile. Ma ci sono anche intercettazioni assai illuminanti sul ruolo che esse svolgono e sul perchè, ma anche su cosa pensano realmente del satrapo: "Che palle 'sto vecchio, guarda... Però Papi, qua, è la nostra fonte di lucro". Sintetizza bene il prostituta-di-Arcore-pensiero.
E tutto questo non basta a svegliare il paese. E tutto questo non è sufficiente a farci dare un colpo di reni di dignità. Che popolo siamo diventati?

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