Gli ultimi giorni di Pompei

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

La pecoreccia "saga di Arcore" continua con colpi di scena, sorprese, dichiarazioni, smentite e quant'altro. Una soap opera in tutti i sensi, con un pizzico di suspense, molto erotismo, una bella dose di pruderie e buoni e cattivi da individuare.
Qualora qualcuno avesse dei dubbi sulla professione svolta dalla signorina Karima, ecco arrivare le dichiarazioni di un poliziotto che aveva fermato, il 27 maggio 2010, la pulzella per furto. "Vengo a fare l'amore con te, allora", ha dichiarato la vergine marocchina al milite, per togliersi dai guai. E, certamente, non era la prima volta che offriva le sue grazie a qualcuno. L'immagine virginea, eterea e quasi madonnale offerta da Signorini, comincia a sporcarsi di terreno fango. E non può essere diversamente, perchè la realtà non può essere a lungo mistificata.
L'intercettazione contenente l'offerta del proprio corpo è parte di ben 389 pagine inviate dai pm di Milano alla Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio. Del resto anche la prostituta Michelle, che aveva ospitato Karima, accanto al nome della ragazza aveva messo una notazione piuttosto cruda: "troia". E pare che la stessa marocchina avesse confidato di fare la vita.
Nel frattempo furoreggiano Lele Mora e Emilio Fede, accusati di aver gestito il turbinio di ragazze che si avvicendavano nella casa del cavaliere. Ognuno, a suo modo, impegnato a negare l'evidenza. Lenoni di bassa lega, procacciatori di carne umana di infimo livello. Senza dignità, senza vergogna, senza pudore.
Gli inquirenti stanno esaminando anche delle fotografie ritrovate nelle case delle ragazze di via Olgettina. Scatti interni alla villa di Arcore, frequentata, tra le altre, anche da Karima.
I vescovi invocano sobrietà. Gli italiani, forse, finalmente si stanno stiracchiando le membra. Chissà. Resta il fatto che esiste un sottobosco popolato di giovane carne umana pronta al macello, a qualunque macello, pur di guadagnare, spendere, acquistare, tentare di brillare. Non credo che tutto finirà con la fine (che ritengo imminente) di B.. Il putridume, la puzza di sfruttamento, di sesso sporco, rimarranno a lungo nell'aria. Stagneranno e condizioneranno per molto tempo il futuro ed il giudizio sulle donne, purtroppo.
Quanto ci vorrà, un giorno, per ricostruire il paese devastato e distrutto nelle sue midolla, nei suoi valori, nelle sue speranze? Basterà una generazione? Una generazione è già troppa. E' come aver mandato al macello le migliori speranze di un paese. Peggio di una guerra. Peggio di un'epidemia.
E il peggio, se più peggio si può ancora, è che nessuno pagherà per questo.

Con tag Società civile

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