Arsenico e vecchi merletti

Pubblicato il da orizzonti.over-blog.it

Catia PolidoriE' il "day after" di una giornata, quella di ieri, tragica e drammatica sotto molti aspetti. Lasciando, per un momento, da parte l'ordine pubblico a Roma, bisogna lucidamente guardare al clima politico (ma è ancora il caso di parlare di politica?) che si sta coagulando.
Malgrado gli "exultet" di B., la fiducia è passata con tre voti di scarto. E' una vittoria di Pirro, una vittoria di plastica. Come andrà avanti, ora, questo paese? Non è, quella di ieri, una fiducia ottenuta grazie a voti di parlamentari convinti da valori ed ideali. E' una fiducia comprata, questo è chiaro a tutti. Ogni "traditore" ha il suo prezzo e la sua storia personale, che motiva efficacemente le sue decisioni in aula. Ma questo, quello che è accaduto ieri e, soprattutto "come" è accaduto, getta ombre oscure sulla governabilità e sulla stabilità (se già non ce ne erano abbastanza, di queste ombre).
Non sto a parlare di democrazia, della quale non vedo nemmeno più il pallido ricordo. Se non erro, questa gli antichi Greci l'avrebbero chiamata plutocrazia, il governo dei più ricchi. Di quelli che possono comprare tutto e tutti pur di tenersi la poltrona del potere attaccata al sedere.
Vediamo. Catia Polidori, Giuda (e mi scuso con lui, che, se non altro, non ha tradito certo per i 30 denari che ha percepito, malgrado quello che vuol farci credere "la banda dei quattro" Evangelisti) numero uno. Il ddl di riforma universitaria equipara gli atenei digitali a quelli reali. Uno degli atenei digitali è proprietà della famiglia di Catia Polidori. Si tratta, come tutti oramai ben sapranno, della "nota" CEPU.
Il CEPU, con il "famigerato" ddl, sarebbe autorizzato a svolgere sia didattica a distanza che tradizionale. E ci sono "personalità" influenti, dietro questa holding, come il San Raffaele di Roma. Azionista di controllo la famiglia Angelucci, ma figurano anche la Fininvest ed il Gruppo Mediolanum, tutte realtà vicine a B. Fondatore del CEPU è Francesco Polidori, proveniente dalla regione Umbria e cugino di Catia Polidori, nonchè "innamorato" di B..
Catia Polidori, ora transfuga (e non poteva essere altrimenti) al Pdl (ma i Giuda, si sa, sono scomodi per entrambi gli schieramenti, i traditi ed i traditori), fa parte del consiglio di amministrazione delle tre aziende possedute dalla sua famiglia: Polidori Costruzioni Srl, Errepielle Lavorazioni lamiere e Netas Cercamiche Srl ed è membro del consiglio di amministrazione della Sirci SpA. Nel 2008, candidata alla Camera dei Deputati nelle liste Pdl, è stata eletta nella circoscrizione Veneto 2. E' anche membro della Fondazione Farefuturo nonchè - fino a ieri - fedelissima di Gianfranco Fini. Ieri è stata un'altra storia, Catia Polidori ha contraddetto persino quanto da lei dichiarato il 10 novembre ed il 2 dicembre scorsi.
Ovviamente ora il suo sito non risulta più raggiungibile. Come il suo forum, dove alcuni utenti hanno, però, fatto in tempo a postare tutta la loro rabbia e la loro ironia nei confronti della deputata dalle intenzioni piuttosto ballerine.
Francesco PolidoriDel "Teorema CEPU", per quel che riguarda Catia Polidori, è convinto anche Luca Barbareschi, che, a "Il Fatto Quotidiano", parla chiaramente di "corruzione di pubblico ufficiale". La Polidori, da parte sua, smentisce la parentela con Francesco Polidori che, però, è ulteriormente suffragata dalla rivista, destinata agli universitari, "Campus". Pare, addirittura, che il 19 luglio 2010 Francesco Polidori, in quel di Novedrate (Como) abbia messo lo zampino sulla famosa "equiparazione" degli atenei di cui sopra.
Cosa da non trascurare, Francesco Polidori risiede in quel di San Marino, un'enclave nello stato italiano che gode di diversi privilegi, soprattutto dal punto di vista fiscale. Addirittura è entrato a far parte del corpo diplomatico dello stato del Titano, con la carica di "console a disposizione", ironia della sorte.
"Il Fatto Quotidiano", inoltre, aggiunge che la società depositaria del marco - Cesd Srl - ha un capitale di 5.903 milioni di euro interamente controllato da una holdin lussemburgese, la JMD International SA, creata il 30 aprile 2007 con un capitale iniziale di 31.000 euro in mano ad una fiduciaria panamense di cui è presidente Luis Alberto Laguna, un prestanome dello stato di Panama, ovviamente.
Si direbbe, anzi, è cosa certa che Miss Polidori non ne esce con dignità, da questa storiaccia di tramonto dell'impero (dei sensi). E' stato sicuramente un "affare di famiglia" a determinare il suo tradimento, il suo voltafaccia. La sua compravendita. Null'altro che l'ennesimo, squallido, affare di famiglia.
La transfuga n. 2 è tal Maria Grazia Siliquini, sottosegretario del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca del B.ter, con delega alle questioni riguardanti la partecipazione alle attività relative all'accesso alle amministrazioni ed alle professioni intellettuali eccetera. E' stata eletta nel 2006 alla Camera dei deputati nella circoscrizione Piemonte 1, è membro della II Commissione (Giustizia). Nel 2010 è entrata a far parte dell'associazione finiana Generazione Italia. Pare che la sua decisione di dare l'appoggio a B., sia stato un gesto di protesta nei confronti del "Gota" di Futuro e Libertà. Resta da sapere in che senso. Il web, per ora, non fornisce risposte.
Da notare che un governo con una così ristretta fiducia, difficilmente potrà garantire stabilità al paese. Cosa ci attende, dunque? Arsenico e vecchi merletti? Almeno in quel film si rideva. Questo, oltre a non essere un film, ha un ben triste e deprimente svolgimento che preannuncia una fine tutt'altro che edificante.

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